This contribution’s perspective is biocentric, on the inalienable right of every animal (without the adjectives human/non-human) to be recognized as an individual. Moving from a synthetic research/state of art presentation on the animal – human relationship reshaping, the reflection articulates in three points: 1. the nonhuman animal host concept; 2. the non-human individuality concept; 3. the opportunity to educate about the porous boundaries between different animalities and interspecies hospitality: educating in animality is a duty, precisely because we have not lived in a world that has taught us to view it except in terms of human advantage. These advantages, moreover, are not neglected here: dialogue with the animal host is valued as a catalyst for dispositional transfer, both in the construction of individual personality and in the realization of social personality constructs. La prospettiva di questo contributo è biocentrica e si fonda sul diritto inalienabile di ogni animale (senza l’aggettivazione umano/non umano) a essere riconosciuto come individuo. Muovendo da una sintesi della ricerca e dello stato dell’arte sulla ridefinizione della relazione animale–umano, la riflessione si articola in tre punti: 1) il concetto di ospite animale non umano; 2) il concetto di individualità non umana; 3) la possibilità di educare alle frontiere porose tra diverse animalità e all’ospitalità interspecifica. Educare all’animalità è un dovere, proprio perché siamo cresciuti in un mondo che ci ha insegnato a guardarla soltanto in funzione di vantaggi umani. Questi vantaggi, peraltro, non vengono qui negati: il dialogo con l’animale-ospite è valorizzato come catalizzatore di trasferimenti disposizionali, sia nella costruzione della personalità individuale, sia nella realizzazione di costrutti di personalità sociale.
Educating in Animality: The Face of the Other in Non-human Animals
Carolina Scaglioso
2025-01-01
Abstract
This contribution’s perspective is biocentric, on the inalienable right of every animal (without the adjectives human/non-human) to be recognized as an individual. Moving from a synthetic research/state of art presentation on the animal – human relationship reshaping, the reflection articulates in three points: 1. the nonhuman animal host concept; 2. the non-human individuality concept; 3. the opportunity to educate about the porous boundaries between different animalities and interspecies hospitality: educating in animality is a duty, precisely because we have not lived in a world that has taught us to view it except in terms of human advantage. These advantages, moreover, are not neglected here: dialogue with the animal host is valued as a catalyst for dispositional transfer, both in the construction of individual personality and in the realization of social personality constructs. La prospettiva di questo contributo è biocentrica e si fonda sul diritto inalienabile di ogni animale (senza l’aggettivazione umano/non umano) a essere riconosciuto come individuo. Muovendo da una sintesi della ricerca e dello stato dell’arte sulla ridefinizione della relazione animale–umano, la riflessione si articola in tre punti: 1) il concetto di ospite animale non umano; 2) il concetto di individualità non umana; 3) la possibilità di educare alle frontiere porose tra diverse animalità e all’ospitalità interspecifica. Educare all’animalità è un dovere, proprio perché siamo cresciuti in un mondo che ci ha insegnato a guardarla soltanto in funzione di vantaggi umani. Questi vantaggi, peraltro, non vengono qui negati: il dialogo con l’animale-ospite è valorizzato come catalizzatore di trasferimenti disposizionali, sia nella costruzione della personalità individuale, sia nella realizzazione di costrutti di personalità sociale.| File | Dimensione | Formato | |
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