This paper presents the results obtained using drone-based multispectral remote sensing and thermography in a portion of the necropolis of Veii, aiming to reconstruct the funerary landscape. Their application is guided by environmental factors and correlated with data collected during research conducted since the mid-19th century to date. This analysis also offers an opportunity to compare multispectral remote sensing, using near-infrared and vegetation indices, with thermal infrared, which is suitable for detecting temperature and humidity variations.

Il remote sensing multispettrale a bassa quota effettuato tramite drone ha dimostrato negli ultimi anni una grande efficienza nell’individuazione dei cropmark prodotti da evidenze archeologiche sepolte, nonché di poter ottenere risultati significativi in condizioni ambientali complesse, le quali non si limitano all’omogeneità e all’uniformità tipica di alcune monocolture come ad esempio grano ed orzo. Anche la termografia da drone è stata testata con successo in più casi, sia su suolo vegetato che nudo, sebbene la complessità delle variabili ambientali non permetta ancora di avere risultati costanti o in qualche modo prevedibili. Entrambe le tecniche sono però state finora impiegate quasi esclusivamente per lo studio di contesti insediativi, mentre rimangono pressoché inapplicate nell’indagine delle aree di necropoli. Nell’ambito delle ricerche svolte nel territorio di Veio dall’Insegnamento di Etruscologia e Antichità Italiche della Sapienza Università di Roma, le indagini multispettrali da drone, condotte a partire dal 2017, hanno già permesso di raggiungere risultati considerevoli per quanto riguarda la conoscenza dell’area di abitato. Dal 2021 inoltre, grazie ad uno specifico progetto di dottorato di ricerca, il telerilevamento da drone è stato applicato in maniera sistematica ed estensiva anche ai numerosi sepolcreti veienti, arrivando nel 2022 a coprire ripetutamente una superficie di circa 600 ha. Il contributo intende presentare i primi risultati ottenuti nelle necropoli di Veio nel corso di queste indagini, condotte al fine di ricostruire il più possibile nel dettaglio e su vasta scala il paesaggio funerario antico attraverso l’impiego esclusivo di metodologie non invasive. La ricerca in corso rappresenta inoltre una prima preziosa occasione di confronto tra i due metodi adoperati: il telerilevamento multispettrale basato sull’infrarosso vicino e gli indici di vegetazione, e l’infrarosso termico, adatto a rilevare differenze di temperatura e umidità. L’utilizzo di queste tecniche di indagine estensiva viene guidato da riflessioni di carattere ambientale al fine di massimizzarne l’efficacia e di raggiungere una comprensione più approfondita delle anomalie rilevate. Proprio nell’ottica di migliorare e semplificare l’interpretazione degli elementi acquisiti e di ottenere una visione complessiva del paesaggio funerario veiente, l’analisi dei dati prevede inoltre la loro correlazione, secondo una prassi consolidata nell’ambito del lavoro in corso di svolgimento e già presentata in altre occasioni, con l’intera mole di dati raccolti nel corso delle ricerche sul campo che si sono susseguiti in maniera più o meno sistematica a partire dalla prima metà dell’Ottocento e che sono ancora oggi in buona parte inedite. Attraverso l’applicazione di questo approccio comparativo e interdisciplinare è stato pertanto possibile contribuire a definire con un’ampiezza e una profondità d’indagine del tutto nuove il paesaggio funerario veiente sia per quanto concerne la definizione dei singoli contesti funerari 25 che l’organizzazione interna ai nuclei sepolcrali, nonché la loro articolazione tutto intorno l’ampio plateau sul quale sorgeva l’abitato.

Remote sensing multispettrale e termico da drone. Una nuova prospettiva per la ricostruzione del paesaggio funerario a Veio

F. Materazzi
;
M. Pacifici
2024-01-01

Abstract

This paper presents the results obtained using drone-based multispectral remote sensing and thermography in a portion of the necropolis of Veii, aiming to reconstruct the funerary landscape. Their application is guided by environmental factors and correlated with data collected during research conducted since the mid-19th century to date. This analysis also offers an opportunity to compare multispectral remote sensing, using near-infrared and vegetation indices, with thermal infrared, which is suitable for detecting temperature and humidity variations.
2024
9781805830047
Il remote sensing multispettrale a bassa quota effettuato tramite drone ha dimostrato negli ultimi anni una grande efficienza nell’individuazione dei cropmark prodotti da evidenze archeologiche sepolte, nonché di poter ottenere risultati significativi in condizioni ambientali complesse, le quali non si limitano all’omogeneità e all’uniformità tipica di alcune monocolture come ad esempio grano ed orzo. Anche la termografia da drone è stata testata con successo in più casi, sia su suolo vegetato che nudo, sebbene la complessità delle variabili ambientali non permetta ancora di avere risultati costanti o in qualche modo prevedibili. Entrambe le tecniche sono però state finora impiegate quasi esclusivamente per lo studio di contesti insediativi, mentre rimangono pressoché inapplicate nell’indagine delle aree di necropoli. Nell’ambito delle ricerche svolte nel territorio di Veio dall’Insegnamento di Etruscologia e Antichità Italiche della Sapienza Università di Roma, le indagini multispettrali da drone, condotte a partire dal 2017, hanno già permesso di raggiungere risultati considerevoli per quanto riguarda la conoscenza dell’area di abitato. Dal 2021 inoltre, grazie ad uno specifico progetto di dottorato di ricerca, il telerilevamento da drone è stato applicato in maniera sistematica ed estensiva anche ai numerosi sepolcreti veienti, arrivando nel 2022 a coprire ripetutamente una superficie di circa 600 ha. Il contributo intende presentare i primi risultati ottenuti nelle necropoli di Veio nel corso di queste indagini, condotte al fine di ricostruire il più possibile nel dettaglio e su vasta scala il paesaggio funerario antico attraverso l’impiego esclusivo di metodologie non invasive. La ricerca in corso rappresenta inoltre una prima preziosa occasione di confronto tra i due metodi adoperati: il telerilevamento multispettrale basato sull’infrarosso vicino e gli indici di vegetazione, e l’infrarosso termico, adatto a rilevare differenze di temperatura e umidità. L’utilizzo di queste tecniche di indagine estensiva viene guidato da riflessioni di carattere ambientale al fine di massimizzarne l’efficacia e di raggiungere una comprensione più approfondita delle anomalie rilevate. Proprio nell’ottica di migliorare e semplificare l’interpretazione degli elementi acquisiti e di ottenere una visione complessiva del paesaggio funerario veiente, l’analisi dei dati prevede inoltre la loro correlazione, secondo una prassi consolidata nell’ambito del lavoro in corso di svolgimento e già presentata in altre occasioni, con l’intera mole di dati raccolti nel corso delle ricerche sul campo che si sono susseguiti in maniera più o meno sistematica a partire dalla prima metà dell’Ottocento e che sono ancora oggi in buona parte inedite. Attraverso l’applicazione di questo approccio comparativo e interdisciplinare è stato pertanto possibile contribuire a definire con un’ampiezza e una profondità d’indagine del tutto nuove il paesaggio funerario veiente sia per quanto concerne la definizione dei singoli contesti funerari 25 che l’organizzazione interna ai nuclei sepolcrali, nonché la loro articolazione tutto intorno l’ampio plateau sul quale sorgeva l’abitato.
Veii, multispectral remote sensing, thermal imaging, drone, funerary landscape
Veio, remote sensing, multispettrale, termocamera, UAV, necropoli, paesaggio funerario
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14091/20241
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