The volume, edited by Giada Mattarucco, contains Girolamo Gigli’s edition of Vocabolario cateriniano, an introductory essay and a critical apparatus. The introductory essay (pp. 11-88), written by Giada Mattarucco, attempts to reconstruct the complex story of the Vocabolario cateriniano. Girolamo Gigli, from Siena, was a playwright, poet, original erudite and also an admirer of Santa Caterina. Between 1707 and 1721, he edited four volumes of Santa Caterina’s writings and the story of her life. Enraged by the omission of quotes from Caterina in the Vocabolario degli accademici della Crusca Gigli started to collect the words and quotes of the Saint, in order to make up a proper vocabulary. Gigli, in this way, began an argument, both personal and linguistic, with the Accademia della Crusca which he belonged to. He started to publish his Vocbolario cateriniano, in Rome and Lucca, in instalments. In fact, it is neither a proper Vocabulary nor based solely on Caterina’s words. It is a moody, anomalous work, based on disparate sources such as apocryphal writings invented by the Gigli. This Vocabolario was so controversial that it was prohibited and copies were ordered to be burnt in 1717. The printing was suddenly interrupted on the entry raguardare, in the middle of a phrase. Gigli was stricken off the Accademia della Crusca and exiled from Rome. After his death in 1722, an edition of the Vocabolario appeared, completed to Z, undated and with a fake indication of the location of the publisher («A Manilla nell’Isole Filippine», instead of Lucca). This is a mysterious work, but, as far as we know, it was curated by another playwright: Jacopo Angelo Nelli. In her edition of the Vocabolario cateriniano, Giada Mattarucco has chosen to reproduce the facsimiles of Gigli’s instalments, until the part to raguardare (pp. i-cccxx) and for the remaining part, a transcription of the “Manilla” edition (pp. 93-189). In order to clarify the story of this text, the volume consists of: the digests of both editions (pp. 191-205), the variants between the two editions (pp. 207-19), the transcription of other texts linked to the Vocabolario Cateriniano (pp. 221-38), and the criteria of transcription (p. 239). Also there are indexes concerning linguistic forms, data and names quoted (pp. 241-424), a note about Gigli (pp. 425-30) and bibliographic references (pp. 431-49).

Il volume curato da Giada Mattarucco contiene uno studio sul Vocabolario cateriniano di Girolamo Gigli, l’edizione dello stesso e una serie di apparati. Nel saggio introduttivo (pp. 11-88), Giada Mattarucco cerca di ricostruire l’intricata vicenda del Vocabolario cateriniano, a partire dalle testimonianze dello stesso Gigli e dagli studi in materia compiuti fino ad oggi. Il senese Girolamo Gigli, commediografo, poeta, erudito sui generis, fu, tra le altre cose, cultore di santa Caterina e, tra 1707 e 1721, curò una serie in quattro tomi, con opere e vita della santa. Adirato per il fatto che nel Vocabolario degli accademici della Crusca non figurava alcun esempio di Caterina (benché questa fosse stata inclusa nelle tavole dei citati della terza edizione, del 1691), Gigli cominciò a raccogliere voci ed esempi della santa, per allestire un proprio vocabolario, entrando in una polemica sia linguistica che personale con l’Accademia della Crusca, della quale egli stesso faceva parte. Iniziò così a pubblicare a fascicoli il Vocabolario cateriniano, che in realtà non è un vero e proprio vocabolario, né è fondato esclusivamente su forme di santa Caterina, ma è un’opera umorale, anomala, basata su disparate fonti, compresi apocrifi inventati da Gigli stesso: un’opera così virulenta da venire proibita e mandata al rogo nel 1717. La stampa restò quindi interrotta all’improvviso, alla voce Raguardare, addirittura nel mezzo di una frase, e l’autore fu radiato dalla Crusca, oltre che esiliato da Roma. Dopo la morte di Gigli, avvenuta nel 1722, apparve un’edizione del Vocabolario cateriniano completata fino alla Z, senza data e con una fasulla indicazione di luogo («A Manilla nell’Isole Filippine», anziché Lucca): un volume avvolto nel mistero, ma voluto e seguito - a quanto risulta - da un altro commediografo senese, Jacopo Angelo Nelli. Nella propria edizione, Giada Mattarucco ha quindi scelto di includere la riproduzione anastatica dei fascicoli del Vocabolario cateriniano pubblicati in vita da Girolamo Gigli, tra Roma e Lucca, nel 1717 (pp. i-cccxx) e, per la parte che va da Raguardare in poi, una trascrizione dell’edizione postuma di «Manilla» (pp. 93-189). Per fare luce su quest’opera complessa, il volume comprende poi i sommari dell’edizione del 1717 e di quella postuma (pp. 191-205), le varianti tra le due edizioni (pp. 207-19), la trascrizione di altri testi legati al Vocabolario cateriniano (pp. 221-38), con criteri di trascrizione (p. 239), indici di forme, fenomeni e nomi citati nel Vocabolario cateriniano (pp. 241-424), una nota su Gigli (pp. 425-30) e riferimenti bibliografici (pp. 431-49).

Vocabolario cateriniano

MATTARUCCO G
2008-01-01

Abstract

The volume, edited by Giada Mattarucco, contains Girolamo Gigli’s edition of Vocabolario cateriniano, an introductory essay and a critical apparatus. The introductory essay (pp. 11-88), written by Giada Mattarucco, attempts to reconstruct the complex story of the Vocabolario cateriniano. Girolamo Gigli, from Siena, was a playwright, poet, original erudite and also an admirer of Santa Caterina. Between 1707 and 1721, he edited four volumes of Santa Caterina’s writings and the story of her life. Enraged by the omission of quotes from Caterina in the Vocabolario degli accademici della Crusca Gigli started to collect the words and quotes of the Saint, in order to make up a proper vocabulary. Gigli, in this way, began an argument, both personal and linguistic, with the Accademia della Crusca which he belonged to. He started to publish his Vocbolario cateriniano, in Rome and Lucca, in instalments. In fact, it is neither a proper Vocabulary nor based solely on Caterina’s words. It is a moody, anomalous work, based on disparate sources such as apocryphal writings invented by the Gigli. This Vocabolario was so controversial that it was prohibited and copies were ordered to be burnt in 1717. The printing was suddenly interrupted on the entry raguardare, in the middle of a phrase. Gigli was stricken off the Accademia della Crusca and exiled from Rome. After his death in 1722, an edition of the Vocabolario appeared, completed to Z, undated and with a fake indication of the location of the publisher («A Manilla nell’Isole Filippine», instead of Lucca). This is a mysterious work, but, as far as we know, it was curated by another playwright: Jacopo Angelo Nelli. In her edition of the Vocabolario cateriniano, Giada Mattarucco has chosen to reproduce the facsimiles of Gigli’s instalments, until the part to raguardare (pp. i-cccxx) and for the remaining part, a transcription of the “Manilla” edition (pp. 93-189). In order to clarify the story of this text, the volume consists of: the digests of both editions (pp. 191-205), the variants between the two editions (pp. 207-19), the transcription of other texts linked to the Vocabolario Cateriniano (pp. 221-38), and the criteria of transcription (p. 239). Also there are indexes concerning linguistic forms, data and names quoted (pp. 241-424), a note about Gigli (pp. 425-30) and bibliographic references (pp. 431-49).
2008
978-88-89369-15-9
Il volume curato da Giada Mattarucco contiene uno studio sul Vocabolario cateriniano di Girolamo Gigli, l’edizione dello stesso e una serie di apparati. Nel saggio introduttivo (pp. 11-88), Giada Mattarucco cerca di ricostruire l’intricata vicenda del Vocabolario cateriniano, a partire dalle testimonianze dello stesso Gigli e dagli studi in materia compiuti fino ad oggi. Il senese Girolamo Gigli, commediografo, poeta, erudito sui generis, fu, tra le altre cose, cultore di santa Caterina e, tra 1707 e 1721, curò una serie in quattro tomi, con opere e vita della santa. Adirato per il fatto che nel Vocabolario degli accademici della Crusca non figurava alcun esempio di Caterina (benché questa fosse stata inclusa nelle tavole dei citati della terza edizione, del 1691), Gigli cominciò a raccogliere voci ed esempi della santa, per allestire un proprio vocabolario, entrando in una polemica sia linguistica che personale con l’Accademia della Crusca, della quale egli stesso faceva parte. Iniziò così a pubblicare a fascicoli il Vocabolario cateriniano, che in realtà non è un vero e proprio vocabolario, né è fondato esclusivamente su forme di santa Caterina, ma è un’opera umorale, anomala, basata su disparate fonti, compresi apocrifi inventati da Gigli stesso: un’opera così virulenta da venire proibita e mandata al rogo nel 1717. La stampa restò quindi interrotta all’improvviso, alla voce Raguardare, addirittura nel mezzo di una frase, e l’autore fu radiato dalla Crusca, oltre che esiliato da Roma. Dopo la morte di Gigli, avvenuta nel 1722, apparve un’edizione del Vocabolario cateriniano completata fino alla Z, senza data e con una fasulla indicazione di luogo («A Manilla nell’Isole Filippine», anziché Lucca): un volume avvolto nel mistero, ma voluto e seguito - a quanto risulta - da un altro commediografo senese, Jacopo Angelo Nelli. Nella propria edizione, Giada Mattarucco ha quindi scelto di includere la riproduzione anastatica dei fascicoli del Vocabolario cateriniano pubblicati in vita da Girolamo Gigli, tra Roma e Lucca, nel 1717 (pp. i-cccxx) e, per la parte che va da Raguardare in poi, una trascrizione dell’edizione postuma di «Manilla» (pp. 93-189). Per fare luce su quest’opera complessa, il volume comprende poi i sommari dell’edizione del 1717 e di quella postuma (pp. 191-205), le varianti tra le due edizioni (pp. 207-19), la trascrizione di altri testi legati al Vocabolario cateriniano (pp. 221-38), con criteri di trascrizione (p. 239), indici di forme, fenomeni e nomi citati nel Vocabolario cateriniano (pp. 241-424), una nota su Gigli (pp. 425-30) e riferimenti bibliografici (pp. 431-49).
lessicografia
scuola senese
Settecento
Vocabolario della Crusca
questione della lingua
santa Caterina
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14091/366
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