Nel contributo a due voci sul volume Storia e destino nell’opera di Verga, Andrea Manganaro evidenzia – nel quadro delle più recenti linee della critica verghiana – le novità interpretative offerte dalla riflessione di Lucinda Spera. Senza tralasciare questioni legate alla discussa continuità/discontinuità dei Malavoglia con la produzione precedente, viene sottolineata soprattutto la dimensione etica del romanzo, anche in relazione al contesto storico e al modo con cui questo irrompe nelle vicende narrate. In particolare, la rilettura qui proposta, incentrata sulle categorie etiche del «destino» e della «tenacia», favorisce l’emersione delle figure femminili del romanzo, portatrici archetipiche di coraggio e resilienza di fronte alla durezza della vita. Dal dialogo emergono approfondimenti peculiari sul tema dell’acquiescenza (o pretesa tale) delle donne di fronte al destino e al potere maschile: Spera osserva come invece, di là dall’apparente marginalità, esse si impongano con la solidità del loro sistema di valori e di priorità, stringendosi in un vincolo di solidarietà che non si allenta neppure nei momenti più drammatici. Si ribadiscono inoltre i tratti di modernità del capolavoro verghiano, e la sua salda collocazione nel contesto del più ampio orizzonte europeo.
Conversazione intorno al volume di L. Spera, Storia e destino nell’opera di Verga. Una nuova prospettiva etica, Roma, Carocci 2022
Lucinda Spera
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2023-01-01
Abstract
Nel contributo a due voci sul volume Storia e destino nell’opera di Verga, Andrea Manganaro evidenzia – nel quadro delle più recenti linee della critica verghiana – le novità interpretative offerte dalla riflessione di Lucinda Spera. Senza tralasciare questioni legate alla discussa continuità/discontinuità dei Malavoglia con la produzione precedente, viene sottolineata soprattutto la dimensione etica del romanzo, anche in relazione al contesto storico e al modo con cui questo irrompe nelle vicende narrate. In particolare, la rilettura qui proposta, incentrata sulle categorie etiche del «destino» e della «tenacia», favorisce l’emersione delle figure femminili del romanzo, portatrici archetipiche di coraggio e resilienza di fronte alla durezza della vita. Dal dialogo emergono approfondimenti peculiari sul tema dell’acquiescenza (o pretesa tale) delle donne di fronte al destino e al potere maschile: Spera osserva come invece, di là dall’apparente marginalità, esse si impongano con la solidità del loro sistema di valori e di priorità, stringendosi in un vincolo di solidarietà che non si allenta neppure nei momenti più drammatici. Si ribadiscono inoltre i tratti di modernità del capolavoro verghiano, e la sua salda collocazione nel contesto del più ampio orizzonte europeo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.